Ci pensi amico come sarebbe bello invecchiare insieme?

Mangiando allegre pesche nettarine,

scappando in paradisi di creme,

seduti a cantare le nostre canzoncine.

Ci pensi amico io e te nell’arcobaleno?

Oltre l’infinito della morte,

correndo veloci come un treno,

in un mondo senza malasorte.

Dove sei amico mio?

Vado in ginocchioni ad accendere i ceri,

con gli occhi invasi dal brillìo,

io ti aspetto sempre, come fanno gli amici veri.

Forse amico non sei mai esistito,

ti ho sfiorato, intravisto e perso,

forse ho sbagliato e troppo applaudito,

con eterno rammarico, al tuo cospetto non sono mai emerso.

E allora piango,

bagnando già mantelli di lacrime,

e malinconico fingo,

di vivere un’esistenza fortunata e sublime.

Antonio