Sicuramente è l’abbazia più importante che abbia visto in Toscana, ma quello che colpisce ancor di più oltre la maestosità, la religiosità e la sacralità del luogo è l’ambientazione: il contesto infatti è davvero particolare, si viene catapultati immediatamente nel medioevo. Il bosco che circonda l’abbazia fa da contrasto ai vestiti bianchi dei frati benedettini, il silenzio che da pace lo si avverte, lo si percepisce sia all’esterno che all’interno. Il refettorio è bellissimo, la biblioteca è stupenda come tutti i quadri ed i mobili antichissimi che la compongono. Val la pena una visita anche la cantina e la farmacia.

Non da meno è il ristorante che gode anch’esso di una vista grandiosa, che pratica prezzi davvero ottimi e che fa cucinare ancora alla vecchia maniera la nonna e la zia insieme da molti anni. Ovviamente merita l’assaggio il tartufo bianco delle crete senesi, una vera leccornia che addolcisce tutti i piatti dove lo si ritrova.

Da considerare entrambe le mete per una gita in moto ma anche con famiglia al seguito.