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Ma la terra quanti continenti ha? 4, 5, 6 o 7?

Ma quanti continenti abbiamo? Dal 1960, per la teoria delle placche tettoniche sono.... non ci si capisce più niente. E cos'è l'Ueurasia, e la Laurasia??? Tutto nasce per una discussione scaturita in una scommessa incredibile tra tutti i componenti della mia famiglia (pensa che cultura geografica che abbiamo), la ricerca qui di seguito seppur dall'immaginario assurdo, compendia qualche informazione interessante da essere approfondita. Fra i modelli di suddivisione delle terre emerse utilizzati dai geologi e geografi, i più comuni sono i seguenti:  

7 continenti: Africa, America meridionale, America settentrionale, Antartide, Asia, Europa, Oceania - 

6 continenti: Africa, America meridionale, America settentrionale, Antartide, Eurasia, Oceania Africa, Americhe, Antartide, Asia, Europa, Oceania - 

5 continenti:Africa, Americhe, Europa, Asia, Oceania Africa, Americhe, Antartide, Eurasia, Oceania 

Africa, America meridionale, Antartide, Laurasia, Oceania
4 continenti: Americhe, Antartide, Eurafrasia, Oceania  (fonte wikipedia)

Il termine continente è oggi di uso talmente comune che il suo significato può sembrare quasi assiomatico. La stessa etimologia è piuttosto chiara e di derivazione latina, da (terra) continens, participio presente del verbo continēre (contenere, trattenere), cioè “(terra) che contiene, continua” (Devoto 1968), o anche “(terra) unita o continua, non interrotta dal mare”: quindi grande estensione di terraferma, in contrapposizione a vicine terre insulari (Zingarelli 2003).
Già presente, nel senso di terraferma, in alcuni autori classici come Cicerone, Cesare, Livio (Georges-Calonghi 1939) sembra che sia stato utilizzato nel suo attuale significato solo a partire dal secolo XVI quando, in seguito ai grandi viaggi di esplorazione geografica, divenne chiaro che la superficie terrestre era costituita da un insieme di vaste estensioni di terre emerse e di mari e oceani che le circondavano.

Alcuni tra i più autorevoli geografi del primo quarto del XIX secolo infatti consideravano la superficie del globo terrestre divisa in grandi estensioni di terra (i continenti) a loro volta separate da grandi bacini d'acqua (mari e oceani). Tra essi il danese Malte-Brun (1815), per il quale la differenza tra isola e continente era solo un fatto dimensionale, e l'italiano Balbi (1817), che definiva un continente come terraferma, ossia “un gran tratto di terra unita, senza mai essere separata dall'acqua”. Per ambedue questi autori, ma non solo, si poteva individuare un continente antico (costituito dall'insieme dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa, ciò che ancor oggi viene storicamente considerato come il “vecchio mondo”), un continente nuovo (le due Americhe) e un terzo continente, inizialmente chiamato Nuova Olanda, quindi, già prima della metà del XIX secolo, Australia (Balbi 1844), al quale è stato poi attribuito il titolo di “nuovissimo” (Almagià 1961).

Va notato che, fin dai primi anni dell'Ottocento, il complesso delle terre emerse formato da Australia, Nuova Zelanda e isole del Pacifico veniva indicato anche con la denominazione comprensiva di Oceania (Malte-Brun 1815).
Più recente, ovviamente, è l'aggiunta di un quarto continente; l'Antartide. I geografi sono infine d'accordo nel precisare che il termine continente non deve essere confuso con l'espressione “parte del mondo” che ha valore più storico che fisico (Almagià 1961).

Ulteriori indicazioni possono essere fornite da numerosi dizionari geografici, le cui definizioni sono praticamente equivalenti, che tuttavia tengono conto delle più recenti acquisizioni relative alla struttura geologica della crosta terrestre, come quelle rappresentate prima dalla ben nota Teoria della deriva dei continenti proposta dal Wegener (1912) e quindi da quella della tettonica a zolle (plate tectonics) messa a punto fin dagli anni '60 del secolo appena trascorso. In tal modo un continente viene definito come una ampia massa di terra che emerge in modo decisamente netto dalle profondità oceaniche, anche se le sue zone periferiche possono risultare parzialmente e debolmente sommerse costituendo la cosiddetta "piattaforma continentale" (Whittow 1984).

Come continenti si indicano anche le grandi masse di terraferma sovrastanti gli zoccoli continentali, ivi comprese sia la piattaforma con le isole che ne emergono che la scarpata continentale che fa da raccordo con le platee oceaniche (Leser 1986). Da queste si discosta una più recente definizione (Clark 1998) secondo la quale, per continente, si intende una delle più vaste e continue masse della crosta terrestre affioranti alla superficie, mentre di continenti se ne distinguono ben sette (Nord e Sud America, Europa, Asia, Africa, Australia, Antartide), in tal caso coincidenti con la già ricordata espressione di “parte del mondo”.

Per chiudere si può notare come per gli abitanti delle isole britanniche il termine continente identifichi prevalentemente il resto d'Europa, senza tener conto che l'arcipelago britannico appartiene geologicamente alla stessa zolla crostale europea. Specifico inoltre è l'uso dell'aggettivo “continentale” in contrapposizione a quello di “oceanico” e “marino” per mettere in evidenza precise differenze in campo geo-paleontologico, ma anche bio-climatico e ambientale.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

AA. VV. (1970), Dizionario Enciclopedico Italiano, vol. III., Ist. della Enciclopedia Italiana, Roma.

AA. VV. (1984), Dizionario di Scienze della Terra, Rizzoli, Milano.

ALMAGIÀ R. (1961), Fondamenti di Geografia Generale, vol. I, 5a ediz., Cremonese, Roma.

BALBI A. (1817), Compendio di Geografia Universale, G. Giacomo Fuchs, Venezia.

BALBI (1844), Elementi di Geografia Generale, G. Pomba e C., Torino.

CLARK A. N. (1998), Dictionary of Geography, Penguin Books, 2nd ed., London.

DEVOTO G. (1968), Avviamento alla etimologia italiana, 2a ediz., Le Monnier, Firenze.

GEORGES-CALONGHI (1939), Dizionario della lingua latina, vol. I (latino-italiano), 2a ediz., Rosenberg & Sellier, Torino.

LESER H. (a cura di) (1986), Geographie, Meyers Kleins Lexikon, Bibliographisches Institut, Mannheim.

MALTE-BRUN C. (1815), Geografia Universale, t. I, Tip. Sonzogno e C., Milano.

WHITTOW J. (1984), The Penguin Dictionary of Physical Geography, Penguinn Books, Harmondsworth.

ZINGARELLI N. (2003), Vocabolario della lingua italiana, 12a ediz., Zanichelli, Bologna.

Lamberto Laureti
Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Pavia

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